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May 28 SeSe riuscite a restare tranquillamente seduti dopo delle cattive notizie,
se in un momento di difficoltà finanziarie rimanete perfettamente calmi, se vedete i vostri vicini fare un viaggio in paesi esotici senza una fitta di gelosia, se riuscite a mangiare con soddisfazione qualsiasi cosa vi si metta nel piatto, se riuscite ad amare incondizionatamente quelli che vi circondano, se potete addormentarvi dopo una giornata impegnativa senza prendere una bevanda alcolica o una pillola, se potere essere sempre contenti dovunque vi troviate, siete probabilmente un cane. (Patricia Feldman) BAU!!! May 12 Alla Giustizia (ora so cosa vuol dire "Meraviglioso")Mattina.
La musica nelle orecchie che spegne i rumori della città appena sveglia. Un violoncello che mi ispira acqua, cieli azzurri e profondità mentre intorno è tutto piatto e veloce e grigio.
L'odore dei miei capelli e della mia pelle tra un semaforo e l'altro e all'improvviso mi sale un sorriso alle labbra ancora morbide della doccia e dell'acqua calda.
L'odore della città non mi incastra e penso a te. E che vorrei renderti partecipe di tutte queste emozioni, sensazioni. Penso di mandarti un messaggio.
L'ho fatto, eccolo qui. April 17 l'ultima volta che ho amatoAmare... che bello era... e amare lui era totale, assoluto. Il tempo si fermava quando lui era con me. Non esisteva più niente e nessuno. E intorno si faceva ombra. Solo la sua voce e il suo corpo contavano, e avevano peso nell'aria innaturale di quelle tapparelle abbassate o di quelle notti arancioni di un palo della luce fuori dalla finestra. La luce di una candela che non ho più acceso e le parole "non mi dovrei preoccupare di te o di me ma di qualcuno che arriverà" e io che penso che non posso farlo diventare così grande, così velocemente. E poi il vuoto. Della sua assenza, della sua mancanza, della sua arroganza di chi ha perso la cosa più cara e allora niente vale la pena. E allora lui è diventato cattivo, arrabbiato, come un buco nero che assorbe tutta l'energia positiva intorno. Anche la mia. E allora ho lasciato perdere, l'ho abbandonato. E se non è bastato quello che ho pagato in vita sono disposta a difendere la mia ragione davanti a Dio dopo la morte. Perchè Dio sa che dolore ho provato e capirà. April 11 l'importanza del nome Quando ero bambina, aspettavo in ospedale che mia madre mi riportasse a casa nel suo ospedale. Mi esercitavo a scrivere il mio nome. Continuamente. Lo odiavo. Imparavo a scriverlo in ogni modo possibile, con la G invece della J o con una sola N. In tutti i modi possibili. Una volta in terza elementare scrissi sul mio quaderno un nome diverso. Che sentivo comunque mio. All'epoca, la maestra ritirava i quaderni per controllarli, e poi li faceva ridistribuire da qualcuno. E quando arrivò al mio quaderno, il ragazzo che li distribuiva non capì a chi appartenesse. Di solito andava verso il proprietario e glielo lasciava. Quando arrivò al mio quaderno iniziò a gridare il nome che era scritto lì sopra. MI sentii in imbarazzo, non risposi subito, ero presa dalla voglia di non rispondere affatto. Non capiva di chi potesse essere. Alla fine gli dissi che era il mio. Da allora capii che il mio nome poteva essere solo uno. E che non potevo cambiarlo. Anni dopo ci avrei provato comunque. Ma non trasformandolo. Aggiungendo ciò che ritenevo mi completasse. Non indentificasse. E ho scoperto, con gioia, che il nome, alla fine non conta poi molto. Ma ciò che sei, si. Ciò che fai, ti qualifica. E per quante volte io possa averlo dimenticato, qualcosa torna a ricordarmelo. March 30 Come un clochard Una mattina grigia. La prima davvero grigia di queste parti. Mi dico che quando si dice che Milano è grigia si pensa, forse, solo a giornate che iniziano e poi o rimangono così o diventano peggio. Vado a fare colazione e già mi sto dicendo la prima bugia. Per lenire il senso di colpa. In realtà vado a comprare le sigarette. Ma vado in un bar che mi è familiare. Dove mi parlano, sono simpatici, mi sento a casa. Ma faccio colazione sentendomi distaccata, stento a sorridere, a essere cordiale come al solito. Il momento comico arriva quando il proprietario mi dice che forse con solo 5 euro non ce la faccio a pagare colazione, cappuccino, sigarette e cerini (nuova politica: se non ti porti l'accendino non comprarne un altro, prendi i cerini, costano meno). Esco dal bar e mi accendo una sigaretta. Mi appoggio a un muro e fumo. Mentre stavo cercando acrobaticamente di accendere mi guardo, vedo come mi sono vestita. Non mi sono vestita. Ho dormito così. E sembravo un barbone. No, barbone è troppo triste, troppo critico. Un clochard, fa più poetico. Varie sfumature di nero sovrapposte. Eccomi lì. Appoggiata a un muro a fumare una giornata. Come... come cosa? Cos'è poi, dopotutto, un clochard? E chi sono io? March 18 Capire E' poco consolante quando a un certo punto della giornata tra la nausea e il malditesta ti rendi conto con tristezza della realtà della vita. Avere un'età, e pensare che possa accadere qualcosa che cambierà tutto. E nel tuo cuore sentire una voce che viene fuori dal profondo e ti dice "non puoi". E tu sai che quella vocina ha ragione. E capire che è tutto vero ti fa così male che il dolore che hai provato per altri motivi, per altre ragioni, per altri momenti al confronto è una profonda cazzata. E la cosa più triste è che non hai lacrime per piangere... March 09 dice di me - con simpatia - Ma come ci sentiamo Fighi! Rinco Testa di... Testa vagamente fallica Donna dalle mille fastidiose sfaccettature che... na... Ragioniera dei sentimenti Bestia depressa Ma tu sei pazza!! bastardainfame hai un pò il gusto del trash February 25 Sanremo 2009 Non ho espresso pareri su sanremo in genere, con nessuno su questo Sanremo a parte la canzone di Marco Carta, che ha vinto e che ho sentito. Ed è orribile. Poi ho visto Patty Pravo. Meraviglie di quegli irriducibili che condividono in Internet i pezzi del Festival. La canzone è bellissima, il testo, la musica e l'interpretazione sono eccezionali. Ha vinto Marco Carta. Che orrore. Secondo posto Povia. Ho sentito il suo pezzo. E' spaventoso. E' proprio sbagliato. Nelle intenzioni del testo e nella banalità della musica. Secondo posto. E Renga eliminato. Con un testo anche quello molto bello. E se proprio vogliamo un pezzo-canzonetta c'era Dolcenera che ha portato un bel pezzo ma hanno eliminato anche lei. Tra i giovani ha vinto Arisia. Con un pezzo che al primo ascolto mi ha dato l'impressione di averlo già sentito. Ma in differenti bravi, da diversi autori. E i giornali hanno confermato la mia sensazione da ignorante nel campo. I momenti di spettacolo sono stati belli. Proverò ad ascoltare con fiducia il terzo posto. Chissà, magari quello è meritato. Oscar 2009Miglior film Miglior regia Miglior attore protagonista Migliore attrice protagonista Miglior attore non protagonista Migliore attrice non protagonista Miglior sceneggiatura originale Miglior sceneggiatura non originale Miglior film straniero Miglior film d’animazione Miglior fotografia Miglior montaggio Miglior scenografia Migliori costumi Miglior trucco Migliori effetti speciali Migliore colonna sonora Miglior canzone Miglior sonoro Miglior montaggio sonoro Miglior documentario Miglior cortometraggio Miglior cortometraggio documentario Miglior cortometraggio d’animazione Premio umanitario Jean Hersholt Commenti:
February 18 In un altro universo In un altro universo probabilmente adesso starei, circondata da amici che non riconosco in questo e mi cullerei, anzi, starei bene. In un altro universo sarei ancora la persona su cui gli altri fanno affidamento, come un cane o un peluche, persa dietro a un'amica come una madre o anche solo come un'amica. Ma comunque persa. In un altro universo sarei circondata dai problemi di tutti per non guardare i miei e non li vedrei, e continuerei ad andare avanti a fingere che quello che faccio è tutto quello che posso fare. E le persone che ho intorno lo confermerebbero. In un altro universo starei a sentire i pianti, la rabbia, il dolore e cercherei di ricucire un cuore spezzato senza altro compenso che un'altra umiliazione o dimenticanza o assenza. E mi andrebbe bene così. Nell'universo in cui vivo, invece, sono un pò più sola. Ma sono sulla strada che ho scelto. Strada che non è molto chiara, ha qualche sbavatura, lacuna, ma sta diventando più chiara. E le persone che ho intorno ora sono più che amiche e non vogliono una madre. Ma solo una persona con cui passare il tempo. E condividere la propria vita e la mia. Insieme. Uguali. Ma. In questo universo, come nell'altro, penso. E penso che domani sarà un giorno speciale. Perchè sarà come tutti gli altri e contemporaneamente peggio. Perchè se nell'altro universo sarei stata così stupida da fare una telefonata o addirittura un regalo senza nemmeno poter rientrare tra le persone con cui stappare, in questo universo non ci sono. Domani non ci sono. Posso solo pensare. E ascoltare il cuore che mi si stringe. Comunque. Perchè anche se ho cambiato universo certe cose non possono cambiare. Posso non chiamare, non fare regali ma non posso smettere di pensare. January 22 Between the Bars Drink up, baby
Stay up all night ( Elliott Smith ) Donne... Due massaie davanti alla lavatrice, a casa di una delle due, mentre la
padrona di casa carica il cestello, l'altra chiede: "Ma Giusy, tu, in
confidenza... l'hai mai provato l'orgasmo?". "Ah, Silvia, non mi stressare! Che io mi trovo bene col Dash!" da BastardiDentro January 13 Punto di rottura Non è che uno può pretendere che si sia sempre al massimo, certo. Spesso capita che le persone arrivino al cosidetto "punto di rottura": tutto diventa insopportabile, insostenibile, in-... A me capita più di una volta al mese. Mi devo spegnere. E poi riavviare, come Windows. E sperare che poi le cose funzionino. Non è questo che mi da fastidio. Quello che mi da fastidio è che il mio punto di rottura è sempre legato a un ricordo, a un'immagine orribile del mio passato. E capisco che ho raggiunto il punto di rottura perchè quell'immaigne riaffiora. Non mi da nemmeno più fastidio. Ma è come "mettersi le mani davanti al viso per proteggerti mentre ti sparano": inutile. December 16 ...di colpo all'improvviso... Niente di trascendentale: vai in giro per i siti, fai chiacchere, fai la monella, niente di che. Poi all'improvviso vai a vedere la posta. E guardi. La foto, una delle foto. E' cambiata. Diversa. Un sorriso. Un sorriso sereno tranquillo. E tu che fino a quel momento hai raccontato: vorrei che fosse felice, e vedi che è così... ci rimani male. Di colpo all'improvviso ti rendi conto che non è così. E che è stata tutta una presa per il culo. Soprattutto la parte in cui ti sei sentita un verme per averlo abbandonato. E a parte la quantità esagerata di cazzate che ti sei propinata da sola, quella più dolorosa è quella che Ti ha propinato. A cui hai creduto. Che a questo punto verrebbe la voglia di alzare il telefono, prendere un appuntamento e andare a vedere le cicatrici sui polsi. E se non ci sono fargliele. L'unico modo per farlo diventare sincero. November 18 ... Questa foto è stata censurata. Non apparirà da nessuna parte. Non la vedrete mai. Mi auguro che chi l'ha censurata cambi idea. Ma ne dubito. Nonostante queste affermazioni, ho saputo che alcune coraggiose testate hanno pubblicato comunque questa foto. Per poco, ma l'hanno fatto. Mi scuso per l'affermazione eccessivamente assoluta. 11.12.2008 November 06 Da BastardiDentro - ma sempre perchè le coincidenze non esistono...Oggi
voglio raccontarvi che voglio fare lo psichiatra e ho già in mente il
progetto di aprire una grande clinica psichiatrica. Volete sapere come
ho progettato questa clinica? Sì? Allora ecco che ve lo dico. Il primo piano di questa clinica sarà dedicato ai casi semplici, cioè a pazienti che magari hanno subito qualche disturbo psichico e che poi non necessitano nessuna cura. Il secondo piano sarà dedicato a pazienti con problemi più seri che dovranno sottoporsi a controlli frequenti, ma che comunque sono in condizioni reversibili e che dopo la visita possano tornare a casa. Al terzo piano ci saranno i ricoveri di pazienti che superata la crisi acuta potranno continuare la terapia a domicilio. Al quarto piano ci saranno gli interni, in poche parole i pazzi. Al quinto piano ci saranno i pazzi in condizioni più gravi. Al sesto piano ci saranno i pazzi in condizioni pr oprio gravissime. Al settimo piano ci sarà il mio ufficio. October 29 Eroi silenziosi Mi è capitato di riflettere sulla fugacità della vita. Sulla quantità di tempo che perdiamo a odiare, a pensare alla vendetta, a non pensare affatto. Tempo che potremmo utilizzare per stare con noi stessi, facendoci un nuovo taglio di capelli, o comprandoci quella cosa che desideravamo da tanto e non fa niente se non abbiamo tanti soldi. Perchè? Ho pensato questo per tante ragioni. Una è che ho visto una persona soffrire per la morte di un amico. Un incidente, banale, grave. E la sua vita è stata spezzata. Il mio cuore si è spezzato in due quando una persona cara che conoscevo si è spenta. Senza clamori, anche lei, come questo amico. Che pure stava compiendo il suo dovere di soldato, mentre questa mia persona stava compiendo il suo dovere di madre, di moglie e di manager. Loro come tanti. Come tutti quelli a cui non pensiamo mai perchè "Magari chiamo più tardi" e poi li perdiamo. Ci scivolano via dalle dita come sabbia. E solo in quel momento ci accorgiamo di quanto contassero anche se non erano con noi, se non li avevamo vicino. Sono eroi. Che ci dimostrano il valore della Vita. La nostra. Quella di tutti. Che va vissuta. Con la paura, per affrontarla e vincerla. Con il coraggio, per donarlo a chi non ne ha. Con la pazienza di attendere il momento giusto che arriva per ogni cosa. Eroi che ci mancheranno. Perchè hanno fatto parte di noi. E noi li davamo per scontati. Questo ci insegnano senza parole. Che non si deve dare niente e nessuno per scontato, tutto ha un prezzo.E qualcuno un giorno verrà a riscuotere. October 11 M.O. (Modus Operandi)Ci sono in giro dei serial killer.
Persone come noi, anche noi, a volte facciamo come loro.
Persone che sono sincere. Sincere oltre ogni limite.
In questo blog ho spesso denigrato coloro i quali non si nascondono dietro le bugie, che a volte sono meglio delle randellate nei denti di una verità che fa male, malissimo, ma che piuttosto ti sputano la verità in faccia.
Prendono quello che sentono, nel momento in cui lo sentono e te lo dicono. Con cattiveria. Per loro è giusto così. E un pezzo della vittima muore.
Per dire la verità ci vuole empatia. Senso del dovere. Classe. Senso di resposabilità. Occorre essere forti. Perchè la verità fa male, ti fa soffrire. E non credete che coloro che non sono killer seriali della verità vivano una vita felice, piena di luci e bei momenti e alta considerazione di loro stessi. Dubitano prima di parlare, si chiedono delle conseguenze, decidono se prendersi o meno questa responsabilità. E di solito lo fanno. Restano lì a vedere i pezzi di coloro che hanno appena nutrito di Verità. Non sono bravi, non sono buoni. Ma almeno non lasciano lì a morire chi non voleva sapere qualcosa. Perchè nel non sapere c'è un briciolo di speranza.
E' questo quello che fanno i killer seriali della verità. Uccidono la speranza. E lasciano le vittime da sole a curare le cicatrici, a riempire i vuoti.
Io ho sempre detto la verità.
Sono sempre stata il più sincera che potevo.
Ero anche io un killer seriale della verità.
Ma ho smesso. Perchè con una bugia al momento giusto ho salvato una vita (così mi piace pensare), perchè mentendo ho guadagnato attimi. Non è servito a me. A me ha portato solo altro dolore e pena. Ma ero perfettamente consapevole. Lo rifarei? Forse. Se ne valesse la pena. Quando l'ho fatto lo credevo.
Adesso se posso mento. Altrimenti rimango in silenzio. E se poi proprio quella speranza che non sto distruggendo è malriposta allora dico la verità. Ma resto. A raccogliere i pezzi. E a guardare l'altra persona diventare un pò più forte. E a fare in modo che non diventi come me. October 06 FaceBook - sterilizziamo qualcuno?Facebook, ovvero: l'angolo del narcisista...
E siccome sono sfigata, mi hanno beccato anche lì...
Ho tolto l'indirizzo di questo blog, per evitare problemi, sto cambiando indirizzo email, per evitare problemi, e non aggiungerò un certo personaggio tra gli amici per evitare problemi. E spero di non avere problemi...
Certo che la madre dei cretini è sempre incinta... October 04 Sensi di colpaUna volta un prete mi disse che per mia Nonna, che non ricordava nemmeo chi fossi, avevo fatto tutto il possibile. Tra l'altro, mi ricordai in seguito, una sera quando avevo da poco compiuto 18 anni, pesavo 50 chili e mi ero ubriacata fino a vomitare sangue solo la notte prima, mi ero seduta sul letto affianco a lei e le avevo detto solo "Ti voglio bene". Lei senza alzare lo sguardo dalla rivista che leggeva mi rispose con un tono e una voce che non avrei più sentito, per il resto della vita. Un tono calmo, sereno, rassicurante, che spazzò via tutto il dolore che provavo allo stomaco, e alla testa. Mi disse con una seraficità che ricorda i maestri orientali "anche io, anche io".
Quando mi sento in colpa per non esserle stata più vicina, mi viene in mente questo episodio. Forse è questo Dio di cui a volte dimentichiamo l'esistenza che me lo fa tornare in mente, o solo il mio subconscio. Comunque sia, funziona.
Perdere alcuni dei miei amici, essermene andata senza dare loro una spiegazione o un perchè, essere solo sparita non mi fa sentire in colpa. A una di loro ho dato una spiegazione. Ho scritto, spero abbia ricevuto e capito.
Per S., beh... mi sono sentita in colpa. Ma mi sono detta che avevo fatto quello che potevo e poi ero stanca da morire di vederla soffrire, di vederla farsi del male e avere la sensazione che mentisse a sè stessa. E non ho retto. E non mi sono più sentita in colpa. Responsabile, quello sì. Ma non in colpa.
Ma per Jahell... è tutta un'altra storia.
Mi sono distorta la caviglia tre giorni dopo aver cambiato numero e essermi resa irraggiungibile da lui. E l'ho fatto per lui. Due giorni dopo avergli scritto che gli voglio bene, che gliene vorrò per sempre. Ma che non posso esserci, non posso aiutarlo. Mi hanno detto che non potevo essergli d'aiuto, mi avevano detto che ero l'ultima persona che poteva aiutarlo, mi hanno detto che è il destino delle persone che sono abituate a manipolare gli altri, quello di venire abbandonate, prima o poi.
Ci credo. Credo a tutte queste cose. E credo anche di aver lasciato difficilmente indietro qualcuno. Per questo ho continuato ad avere incubi, e continuo ad avere incubi la notte.
Ma come ho detto in lacrime, provando anche un senso di liberazione: se è questo dolore alla gamba, il non poter lavorare, il non poter camminare il prezzo per non doverlo più sentire, per non dovere sapere niente di lui, allora va bene così. Ben venga il dolore.
Tutto ha un prezzo nella vita. Tutto quanto. E io sono disposta a pagare. September 19 AFORISMA...Sono due le cose che ti dicono davvero cosa passa per la testa di un uomo: le sue lacrime e il suo sorriso. (Gia 08.09.08) September 17 Drusilla 2 - La vendemmiaSono stata esiliata per un pò da questo blog. Ma me la sono andata a cercare. Ho fatto casini e ovviamente c'è sempre un prezzo da pagare per le proprie stronzate. Un amico mi chiama e mi fa:"Hai notizie di Gia? Lo so che avete fatto discussione ma puoi approfittare a sentirla... sai, credo sia un pò giù, potresti essere d'aiuto..." Ora, così, d'impulso gli ho risposto: "Fottiti". E lui, che è un signore, è rimasto in silenzio e ha aspettato che io contassi fino a 10. Lo so che di solito si fa il contrario, ma io sono fatta così. Finito di contare gli ho chiesto cosa fosse successo. E lui mi fa: "Chiamala e poi capirai." A quel punto l'ho chiamata. Gia, l'ho già detto, è una deficente. E quindi ti risponde al telefono. Nel senso... è difficile che si neghi. Se lo fa le hai DAVVERO fatto girare le palle e a quel punto un secondo tentativo è inutile. Ma io ero al primo e quindi ha risposto. Ho trovato al telefono un'ombra. Mi sono preoccupata. IO. Le ho chiesto di vederci e lo abbiamo fatto. Ci siamo incontrate e mi sono trovata di fronte un fantasma, davvero. L'avevo lasciata brillante e scintillante. Non ancora in forma splendida, certo... E mi sono trovata di fronte un catorcio. Magra, occhiaie, sguardo spento. Ho pensato: "Cavolo, chissà se ha preso la targa del TIR che l'ha messa sotto."; l'aveva eccome. E vi giuro, fedelissimi, non volevo farlo. Ma quando mi ha spiegato perchè stesse in quello stato, l'ho massacrata. Le ho detto tutte le cose più terribili che mi venivano in mente: il rispetto per te stessa? e il tuo orgoglio? e l'essere partita? e la tua salute mentale? e quella fisica? e il fatto che ti prenderò a calci? e i tuoi principi? la tua morale? Ora, non è che lei abbia ucciso qualcuno, a parte tutte le cose elencate sopra, ma quando dai una mano a qualcuno, gli stai vicino, lo supporti e tutto il resto dovresti essere orgoglioso di quello che hai fatto. Non dovresti VERGOGNARTENE. Non puoi fare la crocerossina e poi soffrire pure per averlo fatto!! Ma qui siamo tutti scemi o si salva qualcuno?! Quindi. Al di là della facile battuta che porta il titolo di questo post, la vendemmia è stata fatta. Nel senso: l'ho raccolta, lo PESTATA e adesso aspetterò che ne venga fuori del buon vino. E sarà buono. Perchè quest'uva è uno spettacolo. E anche i pezzi di *°!@? che fino ad ora se ne sono approfittati lo sanno. September 15 Pillola di saggezza eterna Gia: ... tanto... 40 gtt di Novalgina e passa la paura... Moyo: Ma come?! 40 gtt... tu non vuoi arrivare a 33 anni... Gia: Posto che ho già compiuto 33 anni, bestia, per è me è stata una sorpresa arrivare oltre i 25!! Della serie: me le vado a cercareRapporto della telefonata 17536-666/JAC/12-09-2008
- Salve, volevamo proporle un week end all'inferno. - Mi scusi? - Si, le spiego. Le piacerebbe uscire il pomeriggio con un freddo quasi gelido e poi tornare a casa e vedere un film, andare a dormire e ricevere una telefonata assurda? - Mi scusi, ma che razza di proposta è? - Certo, capisco che potrebbe essere un pò strano detto così, ma mi lasci finire. Lei può decidere che tipo di telefonata ricevere: erotica, drammatica, pietosa, insinuante. Può decidere. - Ma io non voglio nessuna di queste telefonate. - Ma, mi scusi, lei non aveva chiesto un fine settimana da panico? - ... - Quindi, le dicevo, la telefonata dovrebbe durare tutta la notte, con vari opstional, se vuole possiamo anche mischiare i generi. Poi la mattina si farà trascinare in una situazione contraria ai propri principi, dipende dal tono della telefonata che sceglierà, e passerà, ovviamente, la giornata completamente distrutta. L'attacco di panico lo prende? Può scegliere l'ora. - Ma lei deve essere impazzito... - No, no... mi ascolti. Ho sbagliato è una tachicardia. Ma non sarà molto grave. Si riprenderà subito. Poi... un attimo, mi faccia vedere che altro ha. Ah, ecco potrebbe anche conoscere un bel ragazzo... e lasciarsi andare un attimo, ma non posso garantirlo. Poi... avrà una sorpresa. Una persona la chiamerà nonostante lei creda di no. Ma sarà così distrutta che non sarà in grado di essere se stessa. Sarà molto meno controllata del solito, insomma. Allora. Ha scelto la telefonata? - Ma per piacere... Mi rifiuto di fare una cosa del genere. E' solo uno scherzo, mi rifiuto in assoluto. - Bene, Allora avrà tutto il pacchetto. - Ma non lo voglio!! - Non fa niente oramai l'ha chiesto... - La smetta, mi lasci in pace. - Va bene. Buon Week End! F.to: Operatore 666/A - Azazel Sonetto 35Più non ti desolare per quello che hai commesso, Hanno spine le rose, fango gli argentei rivi, Nubi ed eclissi offuscan luna e sole, E nel più bel bocciòlo un laido verme si annida. Tutti compiamo errori, e io stesso lo mostro Giustificando la tua offesa con raffronti, Avvilendo me stesso, medicando il tuo fallo; Scusando i tuoi peccati più che giusto non sia: Poi che io arreco un senso al tuo errore sensuale; Il tuo stesso avversario si fa tuo avvocato, E contro il mio interesse pronuncio la tua arringa difensiva; Tale guerra civile è in me tra odio e amore, Che a forza m'accade ch'io complice mi faccia Di quel dolce ladrone che agramente mi deruba. William Shakespeare
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